Verso la città sostenibile

 

Torino e Genova, accomunate dalla prossimità geografica e dalla comune origine industriale,oltre che dalla relativa presenza di impianti ad alto impatto ambientale, che le caratterizzava fino a qualche anno fa (sembra passato solo poco tempo, ma è possibile che alcune generazioni più giovani non abbiano mai sentito parlare del Triangolo Industriale).

Eppure, nel viaggio nel futuro verso la Città Sostenibile, le condizioni di partenza, più o meno penalizzanti, possono costituire tanto dei limiti quanto degli stimoli. La già citata analisi condotta lo scorso anno da Istituto Piepoli aveva evidenziato:

  • gli ottimi indici di Milano, decisamene sovra-performanti, nelle aree dei Trasporti e dei Rifiuti, con un impegno concreto per lo sviluppo di una mobilità sostenibile ed integrata attraverso la mobilità elettrica e lo sviluppo di piste ciclabili e servizi correlati come carsharing e bike-sharing, nonché di costante miglioramento e ottimizzazione del trasporto pubblico;

  • l'eccellenza di Torino nell'ambito dell'Efficienza Energetica degli Edifici, oltreché un impegno concreto dell'amministrazione comunale nell'area Rifiuti, attraverso un ampliamento continuo della raccolta differenziata;

  • la salubrità dell'Aria di Genova, accompagnata dal ridotto tasso di emissioni di CO2.


Oggi, in un contesto economico sempre più difficile, la sfida per migliorare la qualità ambientale delle grandi città italiane risulta sempre più complicata e ardua. È una vera svolta epocale quella che i Sindaci e le amministrazioni stanno affrontando sul tema della sostenibilità ambientale, che prevede un cambiamento radicale di impostazioni culturali e socio economiche che sono state valide fino a pochissimo tempo fa.
Da un lato le città si sono attivate verso il raggiungimento degli obiettivi posti dal Patto dei Sindaci che le impegna alla riduzione del 20% delle emissioni di CO2 con un aumento del 20% del livello di efficienza energetica delle infrastrutture cittadine entro il 2020.
Quale ulteriore evoluzione più di recente, il Progetto Europeo Smart Cities (“Città Intelligenti”)lanciato dalla Commissione Europea sosterrà concretamente le città ecologicamente più ambiziose, che intendono incrementare ad esempio l'efficienza degli edifici, delle reti e dei sistemi di trasporto, in modo da ridurre, entro la stessa scadenza del 2020, le emissioni di gas serra almeno del 40%.
A questo sono dedicati finanziamenti ad hoc, subordinati alla definizione e allo sviluppo di progetti finalizzati che vedano coinvolti i soggetti che operano nel territorio.

Nell'insieme, sia le amministrazioni sia la cittadinanza attiva dei comuni analizzati hanno mostrato un elevato livello di sensibilizzazione alle istanze ecologiche, anche perché i problemi ambientali del passato hanno segnato profondamente molti di questi centri urbani.
Basti pensare alla difficile bonifica delle aree industriali dismesse di Torino e Milano, o all'ex area siderurgica di Genova.
Questa forte attenzione alla sostenibilità ambientale delle amministrazioni è chiaramente determinata anche dall'innalzamento delle aspettative dei cittadini verso le loro città: quelle di vivere in un luogo sano e non inquinato o caotico, con mezzi pubblici efficienti, e con servizi allineati all'ideale “standard Europeo”.

In una visione d'insieme, il sondaggio Siemens - Panorama e la ricerca di Istituto Piepoli hanno portato alla luce come i temi della sostenibilità ambientale siano diventati patrimonio di ogni buona amministrazione e di come i cittadini abbiano imparato a creare pressione sulle amministrazioni stesse, affinché queste agiscano nel loro interesse.
Anche a costo di rallentamenti e difficoltà che forse potrebbero essere evitati se ci fosse un maggiore dialogo, presupposto indispensabile per migliorare quella fiducia reciproca che troppo spesso manca nei rapporti tra i cittadini e chi li governa.

18/11/2011 | Author: Name