Città sostenibili: GENOVA

La città di Genova si estende su una superficie di 244 km2, che diventano 1.118 km2 considerando l’agglomerato urbano, ha 611.171 abitanti, 300.708 famiglie residenti, e una densità abitativa pari a 2.509 abitanti per km2,decisamente inferiore alla media delle 10 città prese in considerazione dalla nostra ricerca (circa 4.000 abitanti per km2 - fonte: Istat 2009).

A proposito di questi dati, si deve puntualizzare che:

•Genova ha subito, negli ultimi venti anni, una vera e propria emorragia demografica, con un conseguente invecchiamento progressivo della popolazione residente. Attualmente la città ha gli stessi abitanti che aveva negli anni ‘30, e circa il 30% in meno rispetto al massimo rilevato a metà degli anni ‘70;

• l’area metropolitana (la settima del Paese per popolazione e la quarta per estensione) ha una così una bassa densitàdi popolazione essenzialmente per la presenza, tra la costa e il retroterra metropolitano, di rilievi appenninici impervie scarsamente popolati. Ma se si analizzano i dati della densità abitativa del centro storico di Genova, questa arriva a circa 19.000 abitanti per km2, rendendo quest’area una delle più densamente popolate d’Europa.

Il reddito genovese per famiglia è pari a € 31.448 (fonte: Agenzia delle entrate 2007), nettamente superiore al reddito medio delle famiglie italiane (€ 22.470), ma allineato alla media delle dieci 10 città oggetto dello studio (€ 32.171).

Dati principali

Superficie città

244 km2

Superficie agglomerato urbano

1.118 km2

Abitanti

611.171

Famiglie residenti (fonte: Istat 2009)

300.708

Reddito per famiglia (fonte: Agenzia delle entrate 2007)

€ 31.448

Reddito medio delle famiglie italiane

€ 22.470

Reddito medio delle famiglie delle 10 città prese in considerazione dallo studio

€ 32.171

Come accennato, Genova presenta una particolare morfologia del territorio che la rende unica in Italia. Infatti, il territorio metropolitano è “costretto” in una sottile fascia costiera alle cui spalle si ergono colline e monti anche di notevole altezza, tanto che il punto più alto del Comune è la vetta del monte Reixa che raggiunge i 1.183 metris.l.m..

Questa zona collinare/montuosa occupa circa il 70% del territorio comunale, mentre nel rimanente 30% si concentrano, senza soluzione di continuità, quartieri residenziali periferici, centro storico, zona portuale e impianti industriali.

Un altro importante elemento che caratterizza questa città è l’aspetto climatico. Infatti, il clima “temperato caldo mediterraneo" e una ventosità accentuata dalle correnti che spirano dal mare, consentono da un lato, durante l’inverno, un utilizzo contenuto dei sistemi di riscaldamento, dall’altro un ricambio d’aria significativo e quindi una consistente dispersione degli agenti inquinanti.

L’avvenimento più importante degli ultimi venti anni, per Genova, sono stati i festeggiamenti Colombiani per celebrare i 500 anni dalla scoperta dell’America e l’Expo internazionale a essi collegato del 1992. Questi hanno permesso la riqualificazione di tutta la zona del Porto Antico e di buona parte del centro storico. Dal punto di vista infrastrutturale sono stati anche l’occasione per aggiungere una nuova fermata alla metropolitana, che era stata inaugurata per i mondiali del ‘90 (da allora sono state aggiunte altre cinque fermate per un totale di 5,5 Km).
Più recentemente nel capoluogo ligure alcuni avvenimenti hanno permesso di trovare i finanziamenti necessari per riqualificare altre aree, in parte degradate, del centro storico. Tra i principali, il G8 del 2001 che ha portato al rifacimento e alla pedonalizzazione dell’asse di Via S. Lorenzo e di Piazza De Ferraris, e l’evento “Genova capitale europea della cultura” che, nel 2004, ha costituito l’occasione per restaurare e riqualificare altri palazzi storici e altre vie del centro (come Via del Campo).
Tutti gli intervistati sono stati concordi nell’affermare che “questi importanti interventi di recupero hanno profondamente cambiato la fisionomia di Genova e del suo centro storico,rendendola più vivibile e più turistica”.

Proprio quest’ultimo a Genova è stato uno degli elementi di maggiore trasformazione del tessuto economico di una città che, fino alle Colombiadi, non si era mai proposta al mondo come turistica, ma solo come portuale o industriale. Molti interlocutori sottolineano che “questo cambiamento è stato una svolta essenziale per la città,e che, sicuramente, sarà uno dei principali elementi per il futuro economico del capoluogo ligure, anche superando le resistenze di quei cittadini che, sentendosi estranei a questo settore, vedono il turista più come un fastidio personale che come un'opportunità collettiva”.

Come in molte città italiane anche a Genova, negli ultimi venti anni, si è assistito alla progressiva deindustrializzazione dell’area metropolitana, che se da un lato è stato un evento positivo dal punto di vista ambientale, dall’altro ha fatto perdere molti posti di lavoro. Secondo un nostro intervistato questo è stato un evento tutt’altro che positivoe di assoluto rilievo per la città: “da quegli anni, infatti, è iniziato un vero e proprio esodo soprattutto da parte dei giovani che non sentivano più un futuro in città, si sono persi circa un terzo della popolazione e almeno un terzo dei posti di lavoro. La città si è paralizzata e non è più riuscita a reinventarsi dal punto di vista economico”.

Molti degli opinion leader intervistati sono concordi nell’affermare che questa situazione di stallo ha radici profonde,riferibili non solo alle scelte politiche/economiche fatte negli anni ‘60/’70 - che avevano incentrato l’economia diGenova esclusivamente sul porto, sull’indotto che le gravitava attorno e su un polo petrolchimico/siderurgico senza futuro, in quanto posto nel centro cittadino - ma anche da un’inerzia collettiva della popolazione che - invecchiando sempre più - ha privilegiato, comprensibilmente, le rendite di posizione piuttosto che la ricerca di nuove opportunità sociali ed economiche.

Negli ultimi anni si è avvertita chiaramente la necessità di un cambiamento di rotta e sono state portate avanti una serie d’iniziative volte a trasformare Genova in città con forte vocazione tecnologica. È stata così completatala struttura del Central Research Lab (CRL) dello IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), una fondazione di diritto privato istituita con l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata, e sono iniziati i lavori per la costruzione, in zona Erzelli, tramite il progetto Leonardo, di un villaggio high-tech di 200.000 m2.

Questo parco tecnologico, il più grande d’Europa, ospiterà diverse realtà industriali ad alta tecnologia, diventerà la sede della Facoltà di Ingegneria e dello stesso IIT, e prevederà una zona residenziale essenziale per dare vita esocialità al parco stesso. Ma proprio l’aumento di questa quota residenziale, legato alla necessità di rendere equilibrato il bilancio economico del progetto, è stato percepito da alcuni intervistati “come un ennesimo caso di speculazione edilizia a Genova”, e ha creato diversi malumori determinando l’uscita dal progetto di Renzo Piano,che in un primo momento ne era stato il principale promotore.

Secondo un intervistato: “sarà funzione delle istituzioni difendere a spada tratta il destino pubblico di questo parco,che dovrà essere lo strumento essenziale per il futuro di Genova”.