ROMA

La città di Roma ha 2.864.519 abitanti, si estende su una superficie di 1.285,3057 km2, tra le più ampie in Europa e pari alle 9 principali città italiane messe assieme, annovera 1.039.152 famiglie residenti e una densità abitativa pari a 2.138 abitanti per km2, quindi significativamente inferiore alla media delle 10 città prese in considerazione dalla nostra ricerca (circa 4.000 abitanti per km2 - Fonte: Istat 2009).

Tra i tanti primati di Roma c’è anche quello di essere il Comune italiano con il maggior numero di stranieri, circa 320.409, quasi un decimo della popolazione residente (Fonte: Anagrafe di Roma 2010).
Il reddito dei romani per famiglia è pari a € 38.991 (fonte: Agenzia delle entrate 2007), nettamente superiore sia al reddito medio delle famiglie italiane (€ 22.470), sia alla media delle 10 città oggetto dello studio (€ 32.171).

DATI PRINCIPALI

Superficie città

1.285,3057 km2

Abitanti

2.864.519

Famiglie residenti (fonte: Istat 2009)

1.039.152

Reddito per famiglia (fonte: Agenzia delle entrate 2007)

38.991 €

Reddito medio delle famiglie italiane

22.470 €

Reddito medio delle famiglie delle 10 città prese in considerazione dallo studio

32.171 €

Per la sua notevole estensione, la città di Roma è inserita in un contesto territoriale eterogeneo con un’orografia varia e articolata di pianure e di colline. Infatti, accanto ai famosi sette colli (Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale,Viminale, Esquilino e Celio), l’area comunale comprende anche diversi rilievi di modesta altezza, definiti tradizionalmente “monti”, tra i quali campeggia il Monte Mario che con i suoi 139 metri è il più alto della Capitale.
Per il resto il territorio è caratterizzato dal cosiddetto agro romano, una vasta zona rurale che circonda l’area urbanizzata, pari a 517 km2 ossia al 40% della superficie totale del Comune, che fa diventare Roma il Comune agricolo più grande d’Europa.

Da un punto di vista idrografico, oltre che dal Tevere che attraversa la città e sbocca a mare, il territorio comunale è attraversato dall’Aniene (che confluisce proprio con il Tevere a nord), confina con i laghi di Bracciano e Martignano a settentrione nel municipio XX, e si affaccia nel Mediterraneo con una linea costiera che fa di Roma la città con la costa più estesa d’Europa (circa 20 Km).
Roma ha diverse peculiarità che la rendono al tempo stesso unica nel mondo ed estremamente complessa da amministrare. Infatti:
• ha uno Stato estero al suo interno, la Città del Vaticano, che costituisce una minuscola enclave di soli 0,44 km2 con799 abitanti, ma che per la sua importanza di centro religioso mondiale ha un peso specifico enorme sul sistema metropolitano;
• ospita diverse rappresentanze diplomatiche (oltre a quelle presso la Repubblica italiana, anche quelle presso la Città del Vaticano);
• è il primo polo mondiale agroalimentare (le maggiori agenzie agroalimentari l’ONU, la FAO, l’IFAD e il WFP hanno la loro sede centrale a Roma);
• è il terzo polo mondiale dell’ONU (sono presenti sul territorio romano ben 29 organizzazioni internazionali);
• ha la più alta concentrazione mondiale di beni storico - architettonici, stratificati in tre millenni di storia, e di musei:nel Comune di Roma ne sono presenti ben 270.

A differenza di altre grandi città italiane Roma ha mantenuto negli ultimi 40 anni all’incirca la stessa popolazione, ma a questa sostanziale stabilità demografica non ha fatto da contraltare uno sviluppo urbanistico coerente e organico dell’area urbana. La struttura urbanistica di Roma si è sviluppata storicamente con una forma radiale, suddivisa in 5 corone concentriche, con un centro storico che dapprima limitato all’interno delle mura Aureliane, Leonine e Vaticane, poi si è allargato nel 1900 verso i quartieri storici contigui al di fuori delle mura.
A fare da corona a questo centro storico allargato vi è un’estesa, rarefatta e disordinata periferia, dove abita circa l’80% della popolazione, che seguendo le vie consolari è cresciuta per tutto il ‘900 senza controllo. Questa periferia che si è sviluppata in agglomerati alternati e separati gli uni dagli altri da vaste aree rurali senza una chiara destinazione d’uso, è per lo più costituita da edifici popolari a volte abusivi, di scarsa qualità costruttiva e in alcuni casi fatiscenti, è poco servita sia dal trasporto pubblico sia dalle reti viarie ed è rimasta per molti anni senza servizi essenziali.

Come hanno sottolineato molti nostri intervistati la mancanza di un piano regolatore per circa 40 anni (dal 1962 al 2003) non ha fatto che peggiorare la già difficile situazione delle periferie tanto che alcuni hanno definito Roma come un esempio di “metropoli spontanea fondata sull’abusivismo edilizio”.
Per rendere più chiaro il fenomeno ad oggi si stima che “14.000 ettari, pari al 40% del territorio urbanizzato dove risiede circa il 25% della popolazione, sia abusivo a fronte dei 22.000 ettari di costruzioni pianificate” (Fonte:Comune di Roma 2010).
Riprendendo quanto detto a tal proposito dal sociologo Franco Ferrarotti nel 2003, “per renderci conto di alcuni fondamentali problemi di Roma, sarebbe sufficiente ripercorrere l’iter dei Piani regolatori della città, dal primo, approvato dal Consiglio comunale nel 1873, a quello più recente (poi effettivamente approvato nel 2008 ndr). Sono piani per lo più a rimorchio della spinta speculativa, incapaci di regolare l’ampliamento razionale della città, definendone in anticipo le zone di diffusione e portandovi i servizi essenziali (rete viaria e fognature), e pronti invece ad accodarsi, con deroghe e sanatorie più o meno sommarie, alla iniziativa privata valorizzando con i servizi pubblici quei terreni in cui erano sorte le costruzioni, nella convinzione che sarebbe stato poi il Comune a renderle abitabili”.

I vari programmi di recupero attuati dagli anni ‘80, dopo il condono del 1983, non hanno avuto il successo sperato,sia per mancanza di fondi adeguati, sia per l’oggettiva difficoltà di collegare i quartieri e rendere fruibili gli spazi pubblici. Negli ultimi anni diversi progetti infrastrutturali hanno avuto il merito di riportare la periferia alla dovuta attenzione dell’amministrazione capitolina soprattutto per la sua cruciale rilevanza demografica. Un evento estremamente importante per il presente e il futuro della città è stato l’approvazione, nel 2010 in seguito alla modifica dell’art. 114 della Costituzione, della legge Roma Capitale che - dotando la città di poteri speciali e autonomie - permetterà agli amministratori di poter gestire la complessità di questa metropoli unica al mondo.
In particolare Roma Capitale avrà come competenze oltre a quelle già appartenute al Comune di Roma:
• la valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali;
• lo sviluppo economico e sociale, con particolare riferimento al settore produttivo e turistico;
• lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale;
• l’edilizia pubblica e privata;
• l’organizzazione e il funzionamento dei servizi urbani e di collegamento con i comuni limitrofi, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità;
• la protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Lazio;
• altre ulteriori funzioni che possono essere delegate dallo Stato italiano e dalla Regione Lazio, ai sensi dell’art. 118,secondo comma, della Costituzione italiana.