SAVONA

La città di Savona rappresenta il terzo comune della Liguria per popolazione (62.553 abitanti alla fine del 2010) e si estende su una superficie di 65,55 km2 con una densità abitativa pari a 954,28 abitanti per km2. Negli anni sembra confermarsi un trend di costante crescita dei residenti nel Capoluogo e nella Provincia, anche se va sottolineato come i residenti con 65 anni e oltre siano il 27% dei savonesi, a fronte di una incidenza media nazionale pari al 20%.

Con la sua area conurbata, comprendente i Comuni di Albissola, Quiliano e Vado Ligure, arriva a circa 94mila abitantie considerando l'intero comprensorio savonese, da Bergeggi a Varazze e il relativo entroterra, sfiora i 115.000 residenti.

La città è situata sulla Riviera ligure di ponente, alla confluenza dei torrenti Lavanestro e Letimbro e alla congiunzione di due autostrade: l'Autostrada dei fiori - che unisce Genova con Ventimiglia - e l'Autostrada A6 Savona-Torino.

.La città di Savona è quindi il punto di riferimento per chi intende dirigersi verso il ponente Ligure o l'entroterra. Il capoluogo savonese funziona inoltre come snodo centrale per i collegamenti in pullman o ferrovia verso il non distante confine francese, la Costa Azzurra e l'Aeroporto di Nizza- Côte d'Azur.

DATI PRINCIPALI

Superficie città

65,55 km2

Abitanti

62.553

Famiglie residenti (fonte: Istat 2009)

31,199

Reddito per famiglia (fonte: Ministero dell'Interno e Istat 2007)

28.329 €

Reddito medio delle famiglie italiane

22.470 €

Reddito medio delle famiglie delle 10 città prese in considerazione dallo studio

32.171 €

Il territorio savonese è sempre stato caratterizzato dallo sviluppo di attività manifatturiere lungo la Val Bormida: è qui che tradizionalmente era rappresentata la componente strategica dell'assetto economico dell'intera Provincia.
La situazione particolarmente critica degli ultimi 10/15 anni ha comportato gravi problemi occupazionali; le difficoltà delle imprese del settore della chimica hanno coinvolto anche l'unità produttiva di maggiore rilevanza industriale ed occupazionale, la Ferrania SpA di Cairo Montenotte.
La riqualificazione e il rilancio delle realtà produttive ancora operanti su questo territorio sono gli obiettivi che hanno in questi anni coinvolto i vari soggetti istituzionali.
A fine 2010 le attività manifatturiere industriali e artigianali complessivamente intese contavano 2.020 imprese attive nella Provincia di Savona, comprese 10 realtà nella sezione “estrazione di minerali da cave e miniere”, 10 nella sezione “energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata” e 61 nella sezione “fornitura di acqua; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento” (fonte: Camera di Commercio di Savona).

Bic Liguria, società controllata di FILSE, la finanziaria della Regione Liguria, ha attivato nel 2005 l'Incubatore di Savona: gli Incubatori di Impresa sono un sistema integrato di servizi a costi competitivi che sostiene l'avvio e lo sviluppo d'impresa nei primi anni di attività; sono strumenti di sviluppo territoriale nati con lo scopo di favorire la nascita e la crescita di piccole e medie imprese e produrre nuova occupazione anche attraverso la gestione di fondi comunitari,nazionali e regionali.
In questo ambito l'Incubatore rappresenta un importante strumento per valorizzare la naturale vocazione del territorio verso le economie del mare, in particolare verso il settore navale, portuale e cantieristico, con specializzazioni nei servizi alle attività mercantili e logistiche, servizi ICT, nonché piccole produzioni di componentistica meccanico-navale.

I dati del 2010 indicavano per la Provincia di Savona un ritorno alla crescita del valore del PIL, così come avvenuto in media nel Nord Ovest e nel Paese; il sistema economico savonese è riuscito a recuperare però solo in parte la propria capacità di produrre ricchezza in quanto bisogna considerare che la recessione del 2009 aveva causato nella Provincia un considerevole calo del PIL.
Per quanto riguarda i settori, nel 2010 l'industria ha registrato tendenze sfavorevoli in diversi comparti, mentre un andamento migliore hanno mostrato l'impiantistica e le produzioni che fanno uso di tecnologie avanzate.Le economie in più decisa ripresa sono oggi quelle a tradizione manifatturiera che sfruttano il volano dell'export, sostenuto dalla domanda estera, mentre la domanda interna risulta ancora stagnante.
Nel 2010 si è inoltre aggravata la crisi dell'edilizia, soprattutto per la mancanza di investimenti pubblici. Il quadro riferito agli appalti di opere pubbliche indica come prosegua da anni la riduzione delle opere poste in gara, con una flessione del 42% rispetto al 2009.
Anche i valori relativi all'edilizia privata sono negativi: nel 2010 si rileva un crollo del 67% in termini di volume sui permessi di costruire per fabbricati residenziali, che si aggiunge al calo del 30% dell'anno precedente.
Gli ultimi dati sull'occupazione, riportati recentemente dalla stampa, fotografano una situazione estremamente preoccupante.

Tra le misure intraprese al fine di attirare clientela anche da altre Regioni, numerosi centri commerciali hanno visto l'apertura negli scorsi anni a Savona e nei comuni limitrofi. L'ultimo, inaugurato di recente, è il centro polifunzionale “Le Officine” realizzato da New.Co Savona SpA (società costituita dalla Cooperativa Unieco e da Alfa Costruzioni Edili): in linea con le politiche intraprese dall'amministrazione comunale, un'area dismessa da decenni viene restituita alla città e trasformata in un complesso con spazi commerciali in grado di attirare nuovi brand e strutture specializzate che non erano presenti in Savona, un albergo, un'area dedicata alle imprese artigianali e una piazza per ospitare eventi, tutto in prospettiva di una Savona città di servizi e turismo.

Con un ruolo centrale per l'intera area, il polo portuale di Savona comprende due bacini - uno a Savona e uno a Vado, distanti circa 4 Km - e riveste una funzione rilevante nell'economia della città per l'importanza del traffico delle merci offrendo significativi sbocchi sul mare per le industrie piemontesi e lombarde: per volume di traffico, occupa la tredicesima posizione fra gli scali portuali italiani.
Volume accresciuto nell'ultimo decennio, nel corso del quale il porto ha ampliatole proprie attività. In particolare, il porto di Savona Vado nel 2010 ha accolto oltre 2.000 navi, movimentando un volumedi merce di circa 14,2 milioni di tonnellate e un traffico container di circa 200.000 TEU. Anche la richiesta di potenziamento delle attività della società Maersk, con la realizzazione di una piattaforma merci di notevoli dimensioni nel porto di Vado, potrebbe rappresentare una sicura occasione di sviluppo economico e occupazionale. Su tale progetto è però attualmente in corso una verifica degli effetti ambientali, che il Comune ha commissionato al CIMA.

D'altro canto, dopo un ventennio di difficoltà dovuto alla chiusura di molti stabilimenti, Savona si è rilanciata ed oggi è decisamente molto attiva nel settore crocieristico: dispone di una stazione marittima (Palacrociere) di recente costruzione (2003) in project financing con Costa Crociere, che accoglie ogni anno circa 800mila turisti, ai quali vanno ad aggiungersi coloro che nella stagione estiva si imbarcano dal Terminal Traghetti di Vado Ligure. Nei progetti di Costa Crociere è prevista la realizzazione di un secondo Terminal, investimento che potrebbe contribuire al rilancio dell'economia savonese.

Il porto passeggeri si trova quindi direttamente connesso alla città e a poche centinaia di metri dal suo centro storico:gli importanti benefici turistici potrebbero anche comportare risvolti negativi dal punto di vista ambientale e della viabilità, considerando che il bacino di Vado Ligure risulta ormai praticamente inglobato in quello savonese.

L'Autorità Portuale è comunque fortemente impegnata per prevenire e ridurre l'impatto delle attività connesse col porto e tra i suoi obiettivi ha quello del miglioramento dell'efficienza energetica e lo sviluppo dell'impiego di fonti rinnovabili, il monitoraggio degli specchi acquei per evitare eventuali inquinamenti, la prevenzione di dispersioni di polveri nel corso di operazioni portuali, l'ottimizzazione della raccolta e della gestione dei rifiuti prodotti in porto, l'aumento della quota di trasporto ferroviario e la sensibilizzazione degli utenti portuali sulle tematiche ambientali.