Città sostenibili:TORINO


La città di Torino si estende su una superficie di 130 km2, che diventano 1.127 km2 considerato l’agglomerato urbano, ha 908.825 abitanti, circa 400.000 famiglie residenti (fonte: Istat 2009), ed un reddito per famiglia paria € 30.540 (fonte: Agenzia delle entrate 2007), nettamente superiore al reddito medio delle famiglie italiane (€ 22.470), ma lievemente inferiore alla media delle 10 città prese in considerazione dal nostro studio (€ 32.171).
Possiamo quindi considerarla una città benestante, ma non particolarmente ricca.

Negli ultimi 10 anni, l’aspetto che più ha caratterizzato il capoluogo piemontese è stato il suo sviluppo urbanistico ed infrastrutturale, per lo più determinato da due fattori:

• le Olimpiadi invernali che si sono tenute nel febbraio 2006;

• la progressiva deindustrializzazione della città (fenomeno che si è accentuato proprio nell’ultimo decennio).

Le Olimpiadi sono state, per Torino, “l’occasione per riprogettare la città”, sia intervenendo sull’importante centro cittadino (lo storico “quadrilatero”) con opere di riqualificazione e ristrutturazione, sia creando o completando reti di trasporto a basso impatto ambientale (in particolare: metropolitana, linea 4 e passante ferroviario) che erano giàstate messe in cantiere prima, ma che hanno avuto uno slancio decisivo con l’evento olimpico.

 Se da un lato le Olimpiadi sono state un accadimento importante, ma tutto sommato circoscritto nel tempo, dall’altro il progressivo abbandono di intere aree industriali situate di fatto in città (ad esempio Michelin e Teksid) è stato un avvenimento che ha avuto un impatto economico, sociale e culturale di ben più vasta portata. Infatti, interi quartieri che ruotavano su impianti industriali “a volte più estesi del quartiere stesso” si sono trovati, improvvisamente, svuotati e da reinventare nelle loro infrastrutture residenziali e di trasporto.

Dati principali

Superficie città

130 km2

Superficie agglomerato urbano

1.127 km2

Abitanti

908.825

Famiglie residenti (fonte: Istat 2009)

433.300

Reddito per famiglia (fonte: Agenzia delle entrate 2007)

€ 30.540

Reddito medio delle famiglie italiane

€ 22.470

Reddito medio delle famiglie delle 10 città prese in considerazione dallo studio

€ 32.171

Sono stati così creati, in pochi anni -“anche con una leva urbanistica più speculativa, cioè dando concessioni a centri commerciali o ad altri agglomerati, in modo da fare cassa nei momenti in cui i bilanci comunali avevano maggiori difficoltà” - interi quartieri con costruzioni tendenzialmente in linea con le più recenti leggi di edilizia ecosostenibile.
Secondo il parere di alcuni intervistati, allo stato attuale, queste nuove aree, seppure moderne, non si sono ancora completamente integrate nel tessuto sociale cittadino “per la mancanza di spazi di aggregazione che vadano al di là del centro commerciale” e “per la mancanza di zone verdi che sono ancora in fase di realizzazione perché sono solo un costo”.

Questa doppia congiuntura storica ha creato le premesse per la trasformazione della città che, grazie alla stabilità amministrativa e ad una politica ambientale accorta e pragmatica da “anonima e grigia città industriale è diventata una colorita e affascinante meta turistica, cosa impensabile solo fino a 15 anni fa”.

Ovviamente molti problemi devono essere ancora risolti, primo fra tutti la completa riqualificazione della zona Nord di Torino (come ad esempio Barriera Milano), area per troppi anni lasciata a se stessa, tramite la variante 200. Questavariante sarà la sfida della nuova amministrazione e, se non si perderà l’occasione per creare quartieri effettivamente ecosostenibili (con aree verdi e spazi di aggregazione), collegati ad una rete di trasporti pubblici efficiente (sarà il nodo fondamentale del trasporto metropolitano e hub del passante ferroviario), con consumi energetici ridotti (in quella zona verrà costruita la prossima centrale a cogenerazione), diventerà un esempio per tutta Italia.

Comunque, gli opinion leader intervistati sono sicuri che le soluzioni si troveranno, proprio perché si è creata tra gli abitanti di Torino una condivisione di intenti e la certezza che le politiche ambientali non sono solo un costo, ma un’opportunità per cambiare in meglio.