Rampini

Nel 1945 l’azienda Rampini è partita dal cuore verde dell’Italia e oggi i suoi autobus elettrici viaggiano per le strade del mondo (di Andrea Milanesi)

Una visita ai capannoni della ditta Rampini può essere considerata una gita-premio: per grandi, piccini e chiunque provi un’attrazione fatale verso i motori e le grandi macchine. Gatti delle nevi, veicoli militari speciali, autobus elettrici, mezzi per il trasporto aereo, tutto viene infatti progettato e realizzato in sede, negli 80 mila metri quadri dello stabilimento di Passignano sul Trasimeno, orgoglio e vanto dell’eccellenza manifatturiera italiana. E qui tutto è cominciato quasi settant’anni fa, come ci racconta il vulcanico amministratore delegato dell’azienda, l’ingegnere Stefano Rampini: «C’è una data precisa,quasi simbolica, decisiva per la storia della nostra famiglia, ma anche per quella dell’intera nazione: il 24 aprile 1945 il nostro babbo Carlo registrava la sua officina alla Camera di Commercio di Perugia. Si era alla vigilia di una nuova ripartenza e lui ha messo a frutto le esperienze maturate nel campo della meccanica e dell’idraulica, lavorando come tecnico preso la Sai (Società Aeronautica Italiana) e come collaudatore di componentistica per sommergibili nel Lago d’Iseo per la Caproni. Fabbro,saldatore, falegname, si adattava a fare un po’ di tutto: dal recupero delle jeep e dei residuati bellici alla riparazione e alla manutenzione di biciclette, automobili, trattori, pullman e perfino dei campanili delle chiese».Una sorta di factotum che non si fermava di fronte a nulla e che ha trasmesso l asua “passione per il fare” all’intera discendenza (nel consiglio di amministrazione oggi siedono i figli Stefano, Franco e Sergio, insieme con Giuseppe Lepore, il marito della figlia Cristina). Questo è il “marchio di fabbrica” che ha caratterizzato l’impronta vincente di un’azienda che è cresciuta passo dopo passo, per progressivi ampliamenti, quasi per “stratificazione”. A partire dai primi Anni Sessanta sono infatti cominciate le fasi di progettazione e produzione di automezzi antincendio e apparecchiature speciali, inizialmente per gli aeroporti militari e poi anche per quelli civili, dove Rampini è presente con una serie di attrezzature di supporto logistico che vanno dalle scale passeggeri ai nastri bagagli e alle piattaforme aeree per imbarco e sbarco. Quando nel 1992 viene acquisita la Prinoth di Ortisei, aziendale ader nella costruzione di gatti delle nevi, il parco macchine della società umbra comprende già veicoli speciali come le cabine di regia per la Rai e gli automezzi perla trasmissione satellitare per l’Agenzia Spaziale Italiana.

Victoria, Alé.

«La mobilità, intesa nella sua accezione più vasta, è il tratto distintivo di tutta la nostra attività», riprende l’ingegner Stefano; «nel corso dei decenni le nostre conoscenze in campo meccanico, idraulico, elettrico ed elettronico si sono ampliate notevolmente e così anche la capacità di collegarle e integrarle tra loro. In questa prospettiva, nel 2004 abbiamo rilevato dal tribunale fallimentare la ditta Cam (Carrozzeria Autodromo Modena) che produceva tra l’altro un autobus da 8 metri chiamato Alé, da noi in seguito completamente rivisitato da cima a fondo; a fine 2006 era già pronta una versione totalmente elettrica, ma abbiamo lavorato ancora per altri tre anni prima di portare a termine un prodotto finito e affidabile, in grado di garantire un servizio prolungato e continuativo secondo le diverse necessità di funzionamento».

Come sempre Rampini ha mantenuto ogni processo produttivo all’interno del suo stabilimento, dalla progettazione al lavoro in officina, dove sono attivi torni, fresatrici,tagliatrici al laser, piegatrici, impianti di verniciatura per realizzare strutture,telai, ma anche sedili e arredi interni. Per trovare un motore elettrico che potesse assicurare prestazioni elevate è invece nata la collaborazione con Siemens, che con il gruppo umbro condivide una visione di fondo orientata verso l’innovazione continua e che nel campo della mobilità elettrica vanta una più che secolare esperienza (la prima automobile elettrica prodotta dal marchio tedesco, la Victoria, risale al1905).

Il motore e il sistema di trazione Elfa, brevettati da Siemens già una ventina di anni fa, rappresentano il cuore verde dei dodici autobus elettrici Alé già entrati in servizio completo su due linee nel centro storico di Vienna: «Si tratta di una soluzione ottimale», riprende Rampini, «che assicura sempre una continua e assoluta autonomia rispetto a tutte le funzioni – compresi gli impianti di riscaldamento e condizionamento per autista e passeggeri – e le prestazioni richieste, grazie anche a un efficace sistema di ricarica totalmente assicurato da brevi soste al capolinea. Dal punto di vista ambientale, poi, il risparmio di emissioni nell’aria raggiunge mediamente le 65 tonnellate di CO2 ogni anno per ogni mezzo in esercizio». Oltre a quello presente sulle strade di Nizza, due autobus sono impiegati a Piacenza, due a Gorizia, due sono in consegna a Siena nel marzo dell’anno prossimo e, anche se il core-business dell’azienda umbra appare maggiormente orientato verso l’Europa dell’Est, nuove prospettive sembrano aprirsi anche nel nostro Paese: «Il ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione per il rinnovo del trasporto locale pubblico 110 milioni di euro, ripartiti tra le varie regioni, dando disposizione di inserire nel parco macchine anche gli autobus elettrici: una grossa innovazione che rappresenta una dimostrazione di attenzione e sensibilità, che fa ben sperare per il futuro».

Troppo silenzio.

Oggi il Gruppo Rampini impiega un centinaio di dipendenti e nel 2012 ha registrato un fatturato di quasi 14 milioni di euro, ma guardando avanti l’ingegnere vede una sostanziale continuità con il passato: «Se siamo arrivati a 70 anni di attività è perché correttezza, onestà e versatilità sono sempre i nostri cavalli di battaglia. E poi abbiamo un altro evidente punto di forza; non diciamo mai di no di fronte a qualsiasi richiesta, un po’ per abitudine e un po’ perché la nostra storia ci ha insegnato che siamo sempre stati in grado di vincere ogni sfida che abbiamo affrontato. Tutto è fattibile, tecnologicamente parlando, ma con il cliente ci vuole chiarezza su tempi, costi e benefici».
Davvero mai una battuta d’arresto? «In realtà è stato riscontrato un problema propri osui nostri autobus elettrici di Vienna: sono troppo... silenziosi e questo potrebbe creare qualche inconveniente di sicurezza pubblica. Stiamo dunque trovando la soluzione perché le vetture facciano un po’ di rumore quando viaggiano; però, anche volendo, non potremo mai renderle inquinanti...».